Talvolta capita che le immagini acquisite presentino dello sporco costituito da punti neri isolati, dovuti a polvere depositata sui sensori di acquisizione o addirittura a interferenze elettrostatiche dovute a surriscaldamento dei componenti elettronici. Il termine anglosassone utilizzato per identificare questa tipologia di sporco è la parola speckle, e l’operazione di pulizia per l’identificazione e la rimozione di questi punti è definita despeckle. I tool software che effettuano questo tipo di elaborazione non necessitano di intervento umano, sono estremamente veloci e possono lavorare su immagini monocromatiche, in scala di grigio o a colori. Quelli più efficaci possono implementare degli algoritmi avanzati tali che pur eliminando elementi di sporco molto grandi evitano che segni di punteggiatura o punti sulle “i” possano essere rimossi in modo accidentale.